Trasparenza salariale: entro il 18 Marzo il parere del Parlamento sulle nuove misure per l'equità retributiva

Dieci giorni per il parere delle Commissioni Lavoro di Camera e Senato, poi il via libera definitivo del Governo, per il recepimento della direttiva europea sulla trasparenza salariale (2023/970). Il decreto, su cui il Parlamento dovrà esprimersi entro il 18 marzo, introduce nuove misure per rafforzare l’equità retributiva tra uomini e donne, sia in fase di assunzione, che nello sviluppo della carriera. Le norme riguarderanno tutte le imprese, con obblighi di rendicontazione più stringenti dal 2027 per quelle con oltre 100 dipendenti.

Tra gli elementi più rilevanti, figura il richiamo ai Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro, ritenuto particolarmente utile per le PMI. Uno dei nodi principali riguarda la definizione dei livelli retributivi, lo schema di decreto, infatti, esclude dal calcolo “i trattamenti economici individuali non strutturali”, come superminimi e aumenti ad personam. La direttiva introduce inoltre nuove regole di trasparenza nei processi di selezione e nella gestione del rapporto di lavoro, tra cui il divieto di chiedere l’ultima RAL ai candidati e l’obbligo di indicare chiaramente ruolo e retribuzione nelle offerte di lavoro. Dal 2027, scatteranno infine obblighi di rendicontazione sul gender pay gap.

Vai all’articolo completo su “Il Sole 24 Ore” cliccando qui

Correlati
Scrivi un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.**I campi obbligatori sono contrassegnati con ***